sabato 20 dicembre 2008

Fondi per la formazione


In relazione anche ai temi affrontati nella materia “diritto del lavoro” volevo rendere noti i diritti dei lavoratori ad avere una formazione continua e i fondi stanziati per quest’ultima.

Il diritto del lavoratore e delle lavoratrici a ricevere una formazione continua - mirata alla crescita complessiva, professionale e personale, e non alla sola esecuzione della prestazione - è una delle tradizionali rivendicazioni sindacali.

Nel 1996, con il Patto per il Lavoro tale diritto ha ricevuto il primo riconoscimento.
Da allora il sistema della formazione è stato profondamente modificato con la possibilità delle associazioni sindacali e dei datori di lavoro di progettare insieme i percorsi di formazione continua dei lavoratori attraverso i cosiddetti Fondi per la formazione.

Coloro che intendono prendere parte a tali percorsi di formazione (progetti formativi aziendali, settoriali, individuali) possono farlo seguendo le procedure che, sono state messe a punto dalle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, e di cui saranno a conoscenza i delegati sindacali e le Rappresentanze sindacali unitarie (RSU).

In Italia sono stati costituiti, mediante specifici accordi tra le parti sociali, e hanno ottenuto l'autorizzazione a operare del Ministero del Lavoro i seguenti Fondi:
FONDIMPRESA, costituito da CGIL, CISL, UIL e Conf industria: associa prevalentemente grandi e medie imprese.

FOR.TE, costituito da CG IL, CISL, UIL e Confcommercio, ABI, AMIA, Confetta: associa imprese dei comparti commercio - turismo - servizi, creditizio - finanziario, assicurativo, logistica - spedizioni - trasporto.

FON.TER, costituito da CGIL, CISL, UIL e Conf esercenti: associa imprese del turismo, distribuzione e servizi.

FONDO FORMAZIONE PMI, costituito da CGIL, CISL, UIL e Confapi: associa piccole e medie imprese.

FONDO ARTIGIANATO FORMAZIONE, costituito da CGIL, CISL. UIL e Confartigianato, CNA, Casartigiani: associa imprese artigiane.

FONCOOP, costituito da CGIL, CISL, UIL e Confcooperative, Legacoop, AGCI: associa imprese cooperative.

FONDO PROFESSIONI, costituito da CGIL, CISL.UIL e Consilp. Confprofessioni, Confedertecnica: associa i dipendenti degli studi professionali.

Democrazia formativa

Leggendo il Blog di Valentina mi sono soffermato su un suo intervento breve, ma secondo me significativo. Rispondendo alla domanda: "perchè la formazione?" si susseguono una serie di risposte che culminano con l'espressione finale "la formazione è continua ed è per tutti".
Ecco spiegato il titolo del mio post. Infatti secondo me esiste una sorta di democrazia formativa che consente a chiunque di essere formato, aiutato, capito. Il compito del formatore secondo me è proprio quello di creare una parità all'interno di un gruppo e una collaboratozione tale da far crescere ogni singolo soggetto individualmente, ma nello stesso tempo renderlo attivo in ogni contesto in cui sarà "costretto" a trovarsi.
La formazione è un filo conduttore che accompagna ogni pesona nei vari ambiti dove si troverà e quindi continua, inoltre dal mio punto di vista è un bene che a livello formativo ci si senta parte di un gruppo e non ci si senta inutili magari di fronte a un nuovo lavoro difficile da affrontare o una nuova situazione in cui immergersi.

CVTS3


La Rilevazione Istat sulla formazione del personale nelle imprese, realizzata in collaborazione con l’Isfol e coordinata con analoghe rilevazioni svolte nei paesi dell’Unione europea nel quadro della Continuing Vocational Training Survey (CVTS) – intende fornire un quadro complessivo sulle attività di formazione del personale delle imprese dell’industria e dei servizi con almeno 10 addetti.
L’indagine raccoglie informazioni sulle attività di formazione iniziale e continua organizzate e finanziate dalle imprese.

La rilevazione CVTS è svolta ogni cinque anni, mediante indagini campionarie sulla popolazione di imprese industriali e dei servizi con almeno 10 addetti, sulla base di un Regolamento europeo.
E’ attualmente alla sua terza edizione (CVTS3). Le attività statistiche sono state avviate dall’Eurostat nel 1992. Le precedenti rilevazioni sono:
- la CVTS1, svolta nel corso del 1994 con riferimento all’anno 1993;
- la CVTS2, svolta nel biennio 2000-2001 con riferimento all’anno 1999.


La CVTS3 è la prima rilevazione condotta in regime di obbligatorietà per i Paesi Ue, secondo quanto sancito dalla Decisione 1552/2005. Nel dicembre 2004, Eurostat ha lanciato - in collaborazione con i 25 Paesi Ue e i Paesi candidati - le operazioni di progettazione della nuova CVTS, che è stata svolta nel biennio 2006-2007, con riferimento all'anno 2005.

La principale novità della CVTS3, rispetto alle precedenti rilevazioni, è l'inserimento nel questionario di una sezione sulla "formazione iniziale", che ha consentito alle imprese rispondenti di fornire un quadro complessivo delle proprie attività di formazione, sia iniziale che continua.
Le linee guida della rilevazione - oltre ad essere riportate in un nuovo Manuale metodologico - sono anche sintetizzate in uno strumento legale, il Regolamento (CE) N. 198/2006 della Commissione del 3 febbraio 2006 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1552/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle statistiche sulla formazione professionale nelle imprese.
Il Regolamento fornisce indicazioni puntuali sulle informazioni statistiche da rilevare, sulle caratteristiche del processo di campionamento, sulle metodologie di correzione e trattamento dei dati nonché sulla reportistica che ogni Paese deve produrre a fini di documentazione dell'attività statistica svolta.

L'indagine CVTS3 per l'Italia è stata realizzata dall'istat e dall'Isfol, con il coordinamento di Eurostat.

Attualmente è possibile scaricare la sintesi dei risultati dal sito dell'Istat.

La rilevazione CVTS3 raccoglie informazioni sulle attività di formazione iniziale e continua organizzate e finanziate dalle imprese nel corso del 2005.
- Le attività di formazione continua sono quelle rivolte agli addetti legati all’impresa con regolare contratto di lavoro, a tempo determinato o indeterminato (anche part-time), o con contratto di collaborazione. Sono compresi i datori di lavoro e i familiari che prestano la loro opera nell’impresa.
- Le attività di formazione iniziale sono quelle rivolte agli apprendisti e al personale con contratto di inserimento o di formazione lavoro (CFL).
L’indagine non prende in considerazione le attività di formazione professionale per disoccupati, quelle finanziate totalmente da soggetti pubblici o esterni all’impresa o i cui costi siano a carico dei singoli lavoratori.

Le informazioni rilevate riguardano principalmente:
– le politiche e le strategie di gestione della formazione da parte delle imprese;
– la gestione e l’organizzazione della formazione;
– l’accesso alla formazione, la sua dimensione e i contenuti;
– la spesa sostenuta ed i finanziamenti ricevuti per la formazione;
– gli effetti del sostegno pubblico in materia di formazione;
– la valutazione della formazione e dei suoi effetti sulle attività delle imprese.
La rilevazione prende in considerazione anche altri aspetti del processo formativo come:
– la formazione per i soggetti svantaggiati sul mercato del lavoro e con contratti non standard.
– il ruolo delle parti sociali nella definizione di tutti gli aspetti della formazione;
– i fattori che ostacolano o limitano l’attività di formazione delle imprese.

I risultati della rilevazione CVTS3 saranno utilizzati dalla Commissione europea per la produzione di statistiche di elevata qualità e per la loro finalizzazione agli obiettivi di monitoraggio delle politiche di promozione dell’istruzione e della formazione a livello europeo, nell’ambito del monitoraggio e della valutazione dei progressi dei Paesi europei nel quadro del processo di Lisbona.

In allegato pongo alla vostra attenzione il questionario somministrato in Italia dall'Istat.

mercoledì 17 dicembre 2008

Cos'è la formazione continua?

Partendo dal concetto universale di formazione cercherò di introdurre quello di formazione continua per poter fornire un quadro generale sui temi che verranno affrontati in questo blog.

Il concetto di formazione è usato in diversi ambiti e può avere molti significati. La formazione deve essere vista come processo grazie al quale, nel nostro caso una persona, è in grado di raggiungere gli obiettivi prefissati. Formare non significa fornire semplicemente una serie di nozioni, ma significa creare un progetto a lungo termine che rinforzi le conoscenze e le solidifichi di modo che si interiorizzino nel soggetto.

Si parla quindi di "tempo" richiesto per poter assimilare le nozioni ed è proprio grazie a questo tempo che il soggetto potrà comprendere il vero significato del percorso formativo.

L'obiettivo della Formazione continua è quello di riqualificare e donare una nuova professionalità al personale di aziende e organizzazioni attraverso la partecipazione a specifici corsi "dedicati".

Oggi infatti il mondo del lavoro è in continuo cambiamento a causa di brevi periodi a cui sono soggette le economie; il lavoratore in questo quadro è costantemente messo in mobilità e da tempo è nata la necessità di riqualificare il personale per poterlo inserire in nuovi impieghi più consoni al cambiamento in atto.

Da qui la creazione dei corsi "dedicati" sopracitati che tendono a fornire una conoscenza specifica per non rischiare di fornire nozioni troppo generali che sarebbero una semplice perdita di tempo per il lavoratore e per l'azienda.

A tal proposito vorrei segnalare il blog di Giada Berti che tratta di formazione continua in cui si parla anche di formazione permanente per poter approfondire vari argomenti riguardanti quest'ultima.

domenica 30 novembre 2008

Formazione continua


Ecco il mio nuovo blog!

Spero di poter condividere informazioni ed esperienze sulla formazione continua.